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MANIFESTO ZANË KOLEKTIV

Italiano/italisht 

In preparazione all’iniziativa del 14 marzo “Storie di lotta e comunità della diaspora albanese” condividiamo il manifesto del collettivo Zanë, ideatore e promotore dell’evento insieme alla Libreria Popolare Paulo Freire

Storicamente l’Albania è stata soggetta a invasioni e occupazioni da parte degli stati imperialisti, tanto da intraprendere costanti lotte decoloniali per l’autodeterminazione e la liberazione. Tra gli invasori c’è stata anche l’Italia, durante l’epoca fascista e non, che ha esposto il paese a varie instabilità economiche, sociali e politiche. Infatti, le conseguenze di quest’ultima hanno segnato molti degli eventi storici avvenuti successivamente. 

Nel 1991 in Albania crolla il regime dittatoriale di Enver Hoxha, evento che portò il paese ad una crisi sociale, economica e politica sfociando in violenze, disordini civili e instabilità. Questi fattori hanno costretto centinaia di migliaia di albanesi a lasciare la propria terra in cerca di stabilità, sicurezza  e condizioni di vita migliori in Italia e altrove. 

Sin dal nostro arrivo, la nostra esistenza è stata segnata da discriminazioni razziste, classiste e xenofobe e da retoriche politiche, culturali e mediatiche che parlavano di “invasione”. Questa narrazione e criminalizzazione tutt’oggi viene applicata dalla politica e dai media anche ai nuovi arrivi. Dopo più di 30 anni gli stereotipi e i pregiudizi verso la nostra comunità  continuano a persistere, influenzando le vite di tutte noi.  

Dato questo scenario discriminatorio e intimidatorio la nostra comunità in Italia ha avuto ostacoli a organizzarsi e politicizzarsi, il che ha portato noi giovani a sentire l’esigenza di avere uno spazio politico e di espressione. Zanë Kolektiv nasce da queste esigenze unite al desiderio di avere uno spazio sicuro dove sentirsi incluse e parte di una comunità. 

Il collettivo è autogestito, indipendente, apartitico e autorganizzato sotto forma assembleare.

Come collettivo e soggettività che vivono e attraversano città, quartieri, strade, spazi, posti di lavoro e istruzione al fianco di altre soggettività oppresse siamo solidali e partecipi a ogni lotta intersezionale. 

Vivendo sulla nostra pelle le molteplici oppressioni e repressioni dello stato e della società razzista e capitalista, siamo necessariamente anticapitaliste e contro le gabbie del razzismo sistemico, istituzionale e relazionale, perciò antirazziste.

Tante di noi e delle nostre famiglie svolgono lavori operai e di cura, vivono o hanno vissuto in quartieri e case popolari e, a causa di condizioni di basso reddito e sfruttamento, molte di noi hanno usufruito o usufruiscono di sostegni statali. Lottiamo per costruire un’autonomia che superi la logica dell’assistenzialismo -la quale riproduce subalternità- e per garantire un accesso a un welfare universale e orizzontale. In quanto persone razzializzate e senza documenti europei, siamo ancora più facilmente  esposte alle  reti del lavoro sottopagato e sfruttato.  Per questo motivo  siamo  pienamente attive nelle lotte per condizioni di lavoro e di vita dignitose. 

Inoltre, il nostro collettivo sostiene il diritto alla casa e le lotte comunitarie nei quartieri popolari.

Siamo solidali con le classi subalterne ed escluse dai ritmi di produzione capitalista, relegate in aree urbane dimenticate e ghettizzate, convinte che è proprio da questi spazi di margine ed esclusione da cui parte e si configura la completa liberazione delle popolazioni oppresse. E solidali con ogni popolo oppresso che lotti contro occupazioni imperialiste e coloniali.

Attraverso il collettivo vogliamo inizializzare e contribuire a portare avanti un processo di decostruzione dei concetti e preconcetti xenofobi e razzisti interiorizzati inevitabilmente anche all’interno della nostra stessa comunità . 

Siamo antifasciste, transfemministe, antimperialiste, e portiamo avanti queste lotte tanto dentro il collettivo quanto nelle nostre vite quotidiane e con i nostri corpi nelle piazze. Ci opponiamo così anche alla militarizzazione dello spazio pubblico e dei territori.

Siamo cresciute assorbendo le norme eteronormative e patriarcali della società e del sistema, siamo consapevoli delle conseguenze, ne conosciamo e sperimentiamo la matrice quotidianamente. Proprio per questo lottiamo per mantenere il nostro collettivo uno spazio safer per donne e tutte le persone della comunità queer.  

Il collettivo mira anche a celebrare e valorizzare la nostra cultura, creando un contesto sociale che metta ciascuno di noi nelle condizioni di esprimersi liberamente, senza pregiudizi e preconcetti. Le nostre pratiche folkloristiche sono state a lungo confinate nei nostri circoli familiari, per questo desideriamo risignificare quegli aspetti culturali con cui siamo cresciute e inserirli all’interno della nostra lotta politica in quanto fondanti della nostra identità.

Rifiutiamo la retorica secondo la quale come comunità abbiamo un debito morale verso l’Italia, perciò portiamo avanti un’operazione di decolonizzazione della nostra storia e della nostra narrazione. 

Portiamo una nuova narrazione della nostra comunità in cui siamo noi a raccontarci in prima persona. 

Questo spazio vuole essere un punto di riferimento per creare connessioni tra tutti i giovani albanesi in Italia, con l’obiettivo di dare vita a un senso di appartenenza e aggregazione alle seconde generazioni e non, dove sentirsi compresi indipendentemente dalla propria esperienza migratoria.

Per questo vogliamo costruire un processo comunitario di autoconsapevolezza collettiva che sia trasformativo e radicale.

Numeri, statistiche e reportage sulla nostra presenza in Italia non sono rilevanti, noi esistiamo e resistiamo anche in loro mancanza. Viviamo, studiamo, lavoriamo e soprattutto siamo capaci di organizzarci e autodeterminarci, siamo ovunque e non siamo sole. 

I tempi in cui viviamo ci ricordano ancora una volta l’importanza dell’unione, dell’organizzazione e della lotta. Contro ogni forma di oppressione e repressione Zanë Kolektiv sarà rifugio per i giovani della diaspora albanese che lottano insieme per un presente migliore. Insieme vogliamo coltivare e nutrire il terreno per le future generazioni, poiché loro vivano consapevoli, autodeterminate, resilienti e resistenti e mai più soggette all’oppressione. 

ZANË KOLEKTIV,

NOVEMBRE 2024

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